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Centro di Interpretazione
Ecomuseo del paesaggio Valle del Raganello
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Ho guardato il Raganello
poca cosa è dire
bello
che dall'alto io l'ho visto
un miracolo di Cristo
e nel fondo il fiume va
qui c'è sol serenità
GIANCARLO PERFETTI - CAI
Perugia

Report sull'Ecomuseo Valle del Raganello
Centro di interpretazione ecomuseo del
Raganello
Introduzione
La Valle del Raganello è un
territorio che ruota intorno al Torrente omonimo. Grazie alla
particolare formazione geologica, questa Valle ha un andamento a forma
di una grande "esse" con tre segmenti ben distinti.
Il primo settore che possiamo
chiamare tranquillamente "ALTA VALLE DEL RAGANELLO" è compreso, a
partire dalle due sorgenti principali, dall'arco montuoso
Manfriana-Serra Dolcedorme-Serra delle Ciavole-Serra di Crispo-Monte
Falconara-Timpa di San Lorenzo fino a giungere alla confluenza
con il Torrente Maddalena, compreso le GOLE DEL BARILE.
Il secondo settore è
caratterizzato dalle Gole vere e proprie " CANYON DEL RAGANELLO" e
termina presso il Ponte del Diavolo sotto l'abitato di Civita.
Il terzo settore è quello più
caratteristico e molto simile a tutte le altre fiumare della Calabria
(FIUMARA RAGANELLO). Inizia sotto l'abitato di Civita e termina alla
foce nel Mare Jonio.
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L'ALTA VALLE DEL RAGANELLO è,
senza ombra di dubbio, la più interessante dal punto di vista
naturalistico. Essa è un paesaggio misto di grandi foreste a prevalenza
di faggio rinaturalizzato dopo i grandi disboscamenti degli
inizi del secolo passato. Oggi, questo paesaggio è ancora più
prezioso perchè sta recuperando la sua wilderness originaria grazie
anche alla minor presenza dell'uomo dalla sua storia fino ai nostri
giorni. Forse è un bene così come forse è un male perchè la Valle
così come la vediamo noi oggi è sicuramente il prodotto di
secoli di
lavori dell'uomo: basti pensare alla regimentazione delle acque, al
terrazzamento dei campi, al recupero di spazi per la pastorizia,
così come al lavoro di migliaia di uomini che ne hanno fatto una
valle ricca di prodotti (rinomati un tempo le patate di Bellizia)
agricoli soddisfacenti intere comunità. Oggi la Valle è più
silenziosa (vedere articolosugliincolti.pdf);
non ci sono più le grandi masserie con diecine di addetti, non c'è
più il vociare continuo di animali, uomini e donne. Sono rimasti
pochissimi uomini, per lo più anziani, che pascolano come un tempo
pecore, capre e vacche da carne. In questo senso la Valle sta
cambiando aspetto. Forse sta recuperando l'antica forma, grazie
anche al lavoro incessante del Torrente Raganello e di tutti i suoi
affluenti, i quali abbandonati a se stessi, stanno recuperando
vecchi percorsi con gravi conseguenze dal punto di vista
idrogeologico. Interi settori di terreno un tempo coltivati a
frumento oggi sembrano "galleggiare" sospesi nel vuoto in attesa
dell'ennesima piena che li porterà via. In ultima analisi, si sta
vanificando tutto il lavoro dell'uomo, anche quello più recente
degli anni ottanta, e ben presto tutta la comunità a valle ne
pagherà le conseguenze in termini di alluvioni, smottamenti, frane,
piene improvvise.
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IL CANYON DEL RAGANELLO.
Spettacolo unico della natura, affascinante, impressionante nello
stesso tempo, fatto di pareti a picco per oltre seicento metri (la
parete della Timpa del Demonio che si affaccia sull'abitato di
Civita è alta 614 metri) che brandiscono il corso d'acqua e lo
invitano a "camminare" dentro le pareti strette fatto di salti,
balzi, risorgenze, meandri e piccoli gorghi propri della formazione
geologica di questo settore dell'appennino calabrese che
caratterizzano e rendono unico questo paesaggio. Un paesaggio
sicuramente da proporre all'UNESCO come patrimonio mondiale
dell'umanità. In questo tratto l'uomo ha cercato di vincere la
impervietà dei luoghi con una serie di manufatti che sono un
capolavoro della ingegneria edile considerando i tempi di esecuzione
dei lavori. In primo luogo la costruzione del Ponte d'Ilice
(attualmente ancora diroccato e che merita essere ricostruito) che
consentiva di attraversare il CANYON nel punto più stretto e
più in basso (l'altezza del ponte dal pelo dell'acqua è di soli 28
metri) della forra per mettere in comunicazione i due territori
limitrofi ma anche le comunità più lontane come Civita con
Alessandria del Carretto oppure San Paolo Albanese. In secondo luogo
il PONTE DEL DIAVOLO, un capolavoro delle maestranze locali - oggi
completamente rifatto a nuovo, in seguito al crollo del 1998 - che
consentiva la comunicazione con l'alto Jonio cosentino e la Pian di
Sibari. Si narra addirittura che vi passò OTTONE II con i suoi
soldati.
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La FIUMARA DEL RAGANELLO
è invece il classico percorso di deflusso di un corso d'acqua di
provenienza da monti con forte pendenza rispetto
alla lunghezza del
fiume; spesso si tratta di ampi alvei fluviali erosi da forti piene
con gran trasporto di materiali ghiaioso. In questi casi il fiume ha
creato veri e spettacolari pareti ad arenaria composita ricca di
colori.
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Questi ambienti
costituiscono dei rifugi faunistici di notevole importanza. A
partire dalla foce del Raganello dove non è difficile incontrare
fenicotteri, cavalieri d'Italia, gru; mentre risalendo la fiumara si
incontrano aironi cenerini, falchi pescatore e tanti altri animali
che trovano accoglienza e cibo tra i sassi e i pietroni di
rotolamento. Invece, nella parte centrale, all'interno del Canyon
del Raganello, non è difficile vedere librarsi in volo il falco
pellegrino, la poiana o il maestoso grifone da poco reintrodotto
attraverso un progetto del ministero dell'ambiente. La parte alta,
invece, è il regno assoluto dell'aquila reale. Sulla Falconara è
consuetudine vedere librarsi in aria un biancone con un biacco
ancorato al becco, pronto per essere trasferito ai piccoli che
aspettano affamati il "pranzo quotidiano".
Il
bacino del Raganello è compreso – dal punto di vista amministrativo –
nei territori comunali di Cassano Jonio, Castrovillari, Cerchiara di
Calabria, Civita, Francavilla Marittima, Frascineto, San Lorenzo
Bellizzi e Terranova del Pollino. Il territorio di Civita RICADE
interamente nel bacino del Raganello. La superficie del bacino è
pari a 164,564 kmq. La lunghezza del Fiume è di km 36,235. Una parte
di questa superficie ricade all'interno della RISERVA NATURALE ORIENTATA
( circa 16 kmq) istituita con Decreto del Ministro dell'AGRICOLTURA nel
luglio 1987 ( D.M. Agricoltura e Foreste 21 luglio 1987 n. 424,
pubblicato sulla G.U. N. 244 del 19 ottobre 1987).
Un altra parte quella
più importante del CANYON DEL RAGANELLO ricade all'interno del perimetro
del PARCO NAZIONALE DEL POLLINO. |