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Ricordate
quindi di bere, bere e ancora bere, prima, durante lo
sforzo ad intervalli regolari e
dimenticate che se disidratati
lo zaino senza i liquidi potrebbe risultare molto più
pesante del previsto per la
stanchezza!!
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IDRATAZIONE E MONTAGNA-CONSIGLI PRATICI
1) bere ad intervalli regolari anche in assenza
dello stimolo
della sete
2) evitare thè, caffè, bibite gassate, succhi di
frutta e bevande
alcoliche
3) utilizzare la sola acqua per attività di breve
durata e di
impegno medio-lieve
4) utilizzare in aggiunta (e non solo!) integratori
idroelettolitici
per attività faticose e di lunga durata (attenersi
alle
indicazioni del Min. della Sanità)
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Ricordo
molto bene e forse
lo stesso vale per molti di
voi che leggeranno questo
articolo il monito " non bere
mentre cammini in salita
perché fa male". Per anni mi
sono chiesta il motivo di questo divieto poiché, sprovvista di
qualsiasi nozione di fisiologia essendo
poco più che una bambina, utilizzavo per i miei
ragionamenti la logica più banale: sete e stanchezza =
bere, bere e ancora bere… perché privarsi di tale
piacere?
La realtà dell'idratazione
riassunta in poche parole in effetti non è molto diversa, ma vediamo
un po' più da
vicino alcuni concetti non
proprio semplici per capire
meglio come funzionano
davvero le cose...
Durante una attività fisica prolungata due sono i fattori
che maggiormente limitano la performance e conducono ad
affaticamento: la deplezione (o esaurimento
delle scorte) di carboidrati e la disidratazione. Noi ci occuperemo
di quest'ultimo
problema.
L'acqua rappresenta una
grande percentuale in peso del nostro organismo (dal 55
% al 65 % circa) e riveste un
ruolo fondamentale durante
l'attività sportiva ed in
particolare durante la
contrazione muscolare.
Questa ha un basso rendimento e causa una notevole produzione di
calore. L'energia termica
liberata durante l'esercizio
deve essere dissipata per evitare innalzamenti della temperatura
corporea. Ciò avviene in parte per convezione tramite la
vasodilatazione ed il
conseguente aumento del
flusso sanguigno a livello
della cute. Il ruolo più
importante è svolto però
dall'evaporazione del sudore
la cui produzione viene innescata dopo qualche
minuto dall'inizio dell'attività e può
raggiungere anche valori di
2/3 litri l'ora durante
esercizio pesante in ambienti molto caldi. Ad ogni modo questo
sistema di termodispersione risente
favorevolmente
dell'allenamento. Nelle persone allenate la produzione di sudore
inizia
più precocemente, è più abbondante e contiene meno sali. In quota un
ruolo determinante nel bilancio
idrico è da attribuire alla perspiratio insensibilis. Questa
consiste nella perdita
(non percepita) di acqua
attraverso la cute e la
ventilazione ed è grande a causa della secchezza
dell'aria inspirata. In
aggiunta i livelli di
ventilazione stessa possono essere molto elevati
specialmente durante
l'esercizio alle altitudini
elevate. La perdita rapida di
acqua attraverso questo
meccanismo inoltre non
produce la stessa forte sensazione di sete che si ha
a livello del mare. La maggior parte delle attività svolte in
montagna
può essere ragionevolmente
assimilata alla categoria degli "sport di endurance".
Queste attività sono caratterizzate da notevoli
perdite di liquidi e necessitano di una
idratazione adeguata e
corretta al fine di evitare un calo delle prestazioni con
ripercussioni importanti anche sulla incolumità
personale. In caso di grave
disidratazione infatti si vengono a manifestare disturbi sia
muscolari che
dell'attenzione che possono mettere a rischio anche la vita. Basti
pensare che è sufficiente una perdita con il sudore pari al 2% del
peso
corporeo per avere una diminuzione della efficienza
e del 5 % per ottenere un
calo della prestazione del 30% con disturbi associati quali crampi e
debolezza.
I liquidi del nostro
organismo sono distribuiti
per due terzi nello spazio intracellulare e per un terzo in quello
extracellulare, di cui fa parte il plasma.
All'interno di questi
compartimenti sono presenti
diversi elettroliti (sodio, potassio, bicarbonati, cloro,
magnesio, fosfato)
importanti per la contrazione muscolare. Ogni soluzione è
caratterizzata dall'osmolarità
che rappresenta la misura del numero di particelle in
essa disciolte. I fluidi che
hanno una osmolarità uguale al plasma si definiscono
isotonici.
Assieme all'acqua l'organismo con il sudore
perde anche gli elettroliti
(principalmente sodio e
cloro ed in misura minore
anche potassio e magnesio).
Il sudore è ipo-osmotico o ipotonico rispetto al plasma
ovvero ha una minore
concentrazione di sali minerali. Con il progredire della sua
produzione la sua
composizione cambia ed
aumenta il suo contenuto di
sodio e cloro.
A questo punto sarebbe utile sapere cosa e quanto bere durante
attività quali in particolar modo alpinismo,
sci alpinismo, ed
escursionismo in cui la
durata e l'intensità
dell'esercizio associate alle
avverse condizioni ambientali possono compromettere il bilancio
idroelettrolitico in maniera importante. Ci si chiede spesso: è
giusto bere the in montagna? E gli integratori?
E' corretto usarli ed in quale
misura? E quali sono i più
adatti? O è sufficiente la
sola acqua?
Innanzi tutto vale la premessa che è importante bere ad intervalli
regolante
soprattutto prima della comparsa dello stimolo della sete. Il
meccanismo della sete stessa, infatti, non è così
immediato ed efficace come
ci si potrebbe aspettare e spesso quando si avverte il
bisogno di bere la perdita di
liquidi ha già raggiunto valori considerevoli. In
montagna sono presenti dei fattori (maggiore irraggiamento, minore
umidità dell'aria) che
sicuramente influiscono negativamente sul bilancio
idrico dell'organismo. L'umidità assoluta è molto bassa alle
altitudini elevate e
spesso causa disidratazione. Per questi motivi è
fortemente raccomandabile
introdurre liquidi ad intervalli regolari (circa 200
mi ogni 20-30 minuti può
essere a grandi linee una
misura corretta). Dopo una
attività fisica intensa e di lunga durata le perdite
i verranno comunque
i completamente reintegrate
alla fine dell'esercizio. Una
i stima sommaria dei liquidi I persi si può ottenere dalla
I misura del peso corporeo
I prima e dopo lo sforzo. Ad [ogni modo se le perdite non superano i
tre litri (o l’attività
fisica ha una durata
inferiore ad un'ora) è sufficiente bere la sola acqua;
non serve alcuna integrazione
elettrolitica, se non
quella che si ottiene con una
normale alimentazione. L'acqua quindi rappresenta
la scelta primaria. In montagna
però l'esercizio ha solitamente
una durata molto maggiore
ed una intensità notevole. Cosa è più indicato allora bere in aggiunta?
Bevande quali the,
caffè contengono caffeina che
essendo un diuretico va ad
aggravare il bilancio idrico.
L'eventuale aggiunta di
zucchero o latte peggiora ancora
la situazione. Anche le bibite gassate non sono
adatte per reintegrare le perdite di liquidi durante lo
sforzo in quanto ipertoniche
e troppo ricche di zuccheri.
La maggiore osmolarità di queste bevande rispetto al
plasma rallenta di molto lo
svuotamento gastrico ed il conseguente assorbimento di
liquidi. L'eventuale
contenuto in caffeina può limitarlo ulteriormente e
l'acido carbonico in
associazione agli agenti aromatizzanti può danneggiare i denti e
causare disturbi gastrointestinali. Lo
stesso dicasi per i succhi di
frutta (anche il fruttosio rallenta lo svuotamento
gastrico e l'assorbimento dei
liquidi). Un buon compromesso potrebbe
essere quello di diluire i
succhi con acqua (200 ml di
succo d'arancia concentrato
con 1 litro
di acqua e 1 g di sale da cucina
per ottenere una
soluzione isotonica). Gli alcolici disidratano
l'organismo oltre a causare
ipoglicemia se assunti a
digiuno. In quota inoltre
possono aggravare i sintomi di
un eventuale mal di
montagna acuto. Per quanto riguarda gli integratori
andrebbero utilizzati solo in
caso di perdite cospicue (e a
tutti gli effetti le attività
in montagna rientrano in
questa categoria). Il
vantaggio di queste
bevande è la migliore "palatabilità"
ed il mantenimento dello
stimolo della sete che ne permette quindi una adeguata
assunzione in termini
quantitativi. La quantità di
liquidi è, infatti, il fattore
più importante per
mantenere una idratazione
adeguata. In base alla
composizione gli integratori
idroelettrolitici si
distinguono in isotonici
(elettroliti e carboidrati dal 6
al 8 %), ipotonici (con livelli di carboidrati inferiori) o
ipertonici (con livelli di
carboidrati superiori). Secondo
le indicazioni del Ministero della Sanità, Linee
guida sui criteri di
composizione e di
etichettatura dei prodotti
adattati ad un intenso sforzo muscolare, soprattutto per gli
sportivi (Circolare n. 3 del 30 novembre 2005), questi prodotti
dovrebbero contenere i
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Ione
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mEq/l
|
Corrispondenti a mg/l
|
|
Sodio
|
20-50
|
460-1150 |
|
Cloro
|
non più di 36
|
1278 |
|
Potassio
|
non più di 7,5
|
292 |
|
Magnesio
|
non più di 4,1
|
50 |
seguenti elementi alle suddette
concentrazioni:
L'osmolalità deve essere compresa tra 200 e 330
mOsmol/kg di acqua. Le
basi caloriche devono essere
rappresentate per il 75 % da
zuccheri semplici e/o maltodestrine (polimeri del glucosio che
influenzano
positivamente
l'assorbimento di acqua). Il
contenuto energetico deve
essere compreso tra 80 e 350 kcal/L. (1 g di zuccheri corrisponde a
circa 4 Kcal.).
In conclusione un buon
compromesso è
rappresentato dalla
assunzione sia di acqua che di integratori in considerazione del
fatto che con il sudore almeno nelle prime fasi la eliminazione di
elettroliti è minore rispetto a quella di acqua stessa e i soli
integratori non equilibrano
del tutto le perdite. A distanza di tanti anni il buon senso ha
avuto il
sopravvento!
BIBLIOGRAFIA
WardM., Milledge J., West J.: High Altitude
Medicine and Physiology 3rd Edition Hultgren H.: High Altitude
Medicine (1997)
www. medicdirectsport.com/sportsnutrition
www.ministerosalute.it/alimenti/dietetica
/approfondimento.isp
* Questo articolo è
tratto da "LA RIVISTA" del Club Alpino Italiano - luglio/agosto
2006, pp. 88-89 |