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ITALIA NOSTRA Gruppo Interregionale P.N. del Pollino
Lì, 11 dicembre 2007
Egr. Domenico Pappaterra Presidente P.N. del Pollino ROTONDA
Egr. Presidente
Italia Nostra, Gruppo Interregionale del P.N. del Pollino è convinta che la mission del parco nazionale debba essere la gestione ordinaria degli habitat naturali e della fauna selvatica, secondo la legge considerati beni collettivi della Nazione.
Attualmente, però, la fauna selvatica sembra essere diventata purtroppo una emergenza. Essa viene presa a pretesto per chiedere la riperimetrazione del parco che favorirebbe altri interessi, quali la riattivazione della centrale del Mercure, il prelievo delle biomasse legnose dal taglio dei boschi, la costruzione degli impianti eolici nella Valle del Lao ed in Basilicata e la realizzazione della strada Scalea Mormanno, per citarne alcuni.
La questione della riperimetrazione del parco nazionale del Pollino, oggi al vaglio del Ministero dell’Ambiente, viene infatti agitata localmente in modo secondo noi strumentale, utilizzando in modo improprio e pretestuoso, argomenti di competenza del parco, mentre da oltre 14 anni si attende l’adozione del Piano del Parco, obbligo questo a cui la maggior parte dei parchi nazionali ha adempiuto, ad eccezione del parco del Pollino.
Siamo convinti che riperimetrazione possa essere effettuata solo a seguito della conoscenza scientifica dei territori da escludere dal parco. Accade invece che le proposte di modifica del perimetro del parco avvenga su semplici e vaghe indicazioni fornite dalle amministrazioni comunali, più o meno interessate ad includere o escludere determinati territori, senza tener conto dei valori ambientali preminenti.
Attuare l’abbattimento selettivo dei cinghiali, prima di aver attuato le misure indicate dagli uffici del parco che prevedevano prioritariamente la mitigazione dei danni attraverso il risarcimento economico agli agricoltori, il controllo della popolazione attraverso la cattura e la sospensione dei ripopolamenti attuati da altri enti, sta appiattendo la gestione del parco ad altri interessi di parte, evidenziando gravi lacune nella gestione del parco.
Se da domani dovessero essere fatte richieste di abbattimento selettivo del lupo? Nonostante sia questa una specie protetta sull’intero territorio nazionale si continuano a perpetrare nel silenzio, stragi con la pratica dei bocconi avvelenati . Per eliminare questa pratica ed il bracconaggio servirebbero azioni di educazione ambientale e formazione nei confronti degli allevatori, attuando i controlli preventivi veterinari, i risarcimenti economici con il potenziamento della sorveglianza attuata dal CFS e con guardie volontarie da impiegare anche nell’azione di sorveglianza contro i piromani.
La gestione della fauna, essendo un’attività propria dell’Ente Parco, non ha bisogno che sia stato adottato il Piano del Parco. Essa richiede investimenti ordinari per l’impiego di risorse umane, anche locali, che purtroppo constatiamo essere insufficienti o mal impiegate.
Per fare solo qualche esempio, ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto Grifone? Di questo progetto, attivato anni addietro anche per scopi turistici, assieme ad altre iniziative di conservazione della biodiversità e degli habitat non vi sono più tracce, nonostante siano state programmate ed anche spese ingenti risorse economiche.
Da un nostro sopralluogo abbiamo potuto constatare in quale stato si trovino oggi le voliere situate nel Comune di Civita, ove sono tenuti i 27 esemplari di grifone in attesa da tempo di essere liberati. Queste strutture del parco si presentano in uno stato di sporcizia e anti-igienicità e per lo più sovrappopolate. Perché non si provvede a liquidare i fornitori per l’alimentazione di questi animali e del carnaio affinché i grifoni già liberati e gli altri rapaci possano continuare ad alimentarsi ? Meglio sarebbe, perdurando questa situazione, traslocare i grifoni in gabbia presso altri centri specializzati ed abbandonare definitivamente i progetti di conservazione della biodiversità del parco e della fauna che oggi non sembrano godere della necessaria attenzione, proprio mentre si riapre una nuova stagione “di studi e ricerche ” sulle specie protette nel parco nazionale del Pollino che invece ancora attendono di essere tutelate assieme ai loro habitat.
Certi di un suo intervento per quanto segnalato, porgiamo i Ns più cordiali saluti
Italia Nostra Gruppo Interregionale Parco Nazionale del Pollino
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