IL GRIFONE (Gyps fulvus)

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Venerdì 10 dicembre 2010


Seminario  SUL GRIFONE IN ITALIA
  

        PROGRAMMA 

LOCANDINA

INTESA DI CASTROVILLARI

QUADERNO: WORKSHOP IL GRIFONE IN ITALIA

Venerdì 10 dicembre 2010 presso il Protoconvento Francescano di Castrovillari si è svolto un importante seminario sui GRIFONI IN ITALIA.
L'iniziativa, organizzata dal personale del servizio Conservazione dell'Ente Parco nazionale del Pollino (Pietro Serroni, Francesco Rotondaro e Ester del Bove)è stata molto utile per fare il punto della situazione dell'introduzione dell'importante animale in Italia e sulle nostre montagne.
Dopo il saluto del Direttore del Parco Formica, il quale si è soffermato sulle difficoltà economiche in cui versano i Parchi in Italia,ha tracciato una breve cronistoria del Progetto e ha ribadito di "non condividere il modo di fruizione del parco di come sta girando in questo momento".

grifone in volo sul Canyon del Raganello.“Abbiamo un grande patrimonio naturale in condizioni socio-economiche molto difficili – afferma Formica - e quindi necessita un Piano del Parco che è in dirittura d’arrivo per un approccio di tipo sistemico per la biodiversità e per azioni efficaci di tutela”.

“Inoltre, la posizione geografica del Pollino, insieme con il Cilento e la Val d’Agri costituisce una particolarità importante e ricorda l’ANTICA LUCANIA” conclude Formica.

Ha aperto i lavori Alvaro Camina del VCF (Vulture Conservation Foundation) di provenienza spagnola, il quale si è soffermato sui problemi della conservazione del grifone in Europa nel XXI secolo, portando alcuni esempi di status e problemi che si è trovato a confrontarsi in Spagna.

Un regolamento europeo (1069/2009) ha sconvolto le popolazioni di grifoni in Spagna in quanto questa norma proibisce l’accumulo di carcasse di animali morti (una sorta di fossa comune di carogne) in buche, le quali erano fonte di alimentazione primaria per gli avvoltoi. Oggi le carcasse vengono portate all’inceneritore con un guadagno medio di cinque milioni di euro all’anno per il governo della Catalogna; la conseguenza è: gli avvoltoi vanno a mangiare nelle discariche pubbliche.

L’energia rinnovabile (i tanto decantati parchi eolici) sono causa di morte di molti avvoltoi (nel solo periodo di settembre 2005-maggio 2008 sono stati uccisi 296 grifoni) ed, infine,  un’altra causa di morte sono i veleni. Per questo necessita un controllo ed un monitoraggio ambientale per scongiurare l’attacco da veleni.

Fulvio Genero fa la storia della presenza del grifone in Italia e afferma che presenze ceerte si sono avute solo in Sardegna e in Sicilia.

Non si hanno notizie di insediamenti antichi e storici sugli Appennini.

Genero segue i grifoni sulle Alpi Orientali tra la Carnia e gli Alti Tauri in Austria . Il progetto in Friuli inizia negli anni ottanta con una popolazione di 80-90 individui in inverno. Poi racconta della dieta dei grifoni e degli spostamenti seguiti con il telecontrollo satellitare che ha dato notizie interessanti sulle rotte di migrazione che collegano Israele, l’Austria e la Carnia.

Infine, Genero ha parlato di 15.000 visitatori all’anno presso il centro visita del Parco.

Tommaso Altea, dell’Ufficio della Biodiversità del CFS, ha raccontato l’esperienza dell’introduzione del grifone nell’Appennino Centrale , nell’area della Riserva Naturale del  Monte Velino di 93 individui  che si sono insediati in quattro colonie con una popolazione ad oggi di circa 120 esemplari.

Spinnato porta l’esperienza in corso della reintroduzione del grifone nel Parco dei Nebrodi in Sicilia scomparso agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso.

Massimo Pandolfi, zoologo dell’Università di Urbino,  racconta delle vicende del Gruppo di lavoro che diede inizio al progetto di introduzione del grifone nel Parco nazionale del Pollino.

Fondamentale l’incontro con i tecnici e studiosi del GREFA spagnolo che hanno dato un apporto scientifico al progetto ed hanno fornito i grifoni.

Nicoletta Boldrini , ha tracciato la cronistoria del Progetto sul Pollino che agli inizi è partito con aspirazioni ben più ampie riguardanti la conservazione degli uccelli rapaci nel Pollino.

Si parte il tredici giugno 2002 con l’arrivo dei primi quindici grifoni forniti dal GREFA spagnolo. Si prosegue con una intensa campagna di educazione ambientale a sostegno del progetto con il coinvolgimento delle popolazioni locali in collaborazione con la Coop Silva.

Nel frattempo  sono state costruite tre voliere e il rilascio di cinque grifoni (2004).

La presenza dei grifoni è stata una forte attrattiva per altre specie per altre specie che spesso sono state avvistate nei pressi del carnaio e delle voliere (nibbio reale, aquila e capovaccaio).

Alla fine del 2005 “giravano” nel cielo della Valle del Raganello  otto grifoni.

Per tutto il 2006 e fino agli inizi del 2009 sono state interrotte le attività con gravi danni al progetto.

Da luglio 2009 i lavori di introduzione del grifone sono gestiti in prima persona dall’Ente Parco .

Ester del Bove – biologa dell’Ente Parco nazionale del Pollino , è stata la responsabile del progetto fino allo scorso primo dicembre.

Il parco grazie ad un accordo di programma con la Regione Calabria trova dei fondi, rimette in sesto le voliere e attiva la procedura necessaria per il trasferimento di altri 20 esemplari.

Organizza il monitoraggio e avvia una nuova campagna di sensibilizzazione nelle scuole del territorio con il progetto ADOTTA UN GRIFONE da parte delle scolaresche dei comuni interessati e ricadenti nella Valle del Raganello ha fatto sì che la popolazione avesse ancora una migliore percezione del “bene grifone” per tutta la comunità.

Lo scorso trenta maggio sono stati inanellati otto nuovi esemplari e liberati.

Di questi sono rimasti in zona solo un grifone.

In conclusione – racconta la Del Bove – l’area è un ambiente ideale per il grifone, la presenza degli avvoltoi è un segno della biodiversità di un area e contribuisce alla regolazione dell’apporto alimentare di un territorio.

Il presidente Pappaterra, fa il punto della situazione e si dice molto contento per il lavoro svolto dal Parco e si attribuisce il riconoscimento alla sua amministrazione la volontà di portare avanti il progetto; riconosce un ruolo molto importante della comunità di Civita e del personale del CFS. Ricorda come sia difficile coniugare conservazione e sviluppo in un territorio abitato da circa 170 mila persone; fa presente che le difficoltà economiche in cui sono incappati i Parchi sia molto arduo prendere impegni per il futuro.

Lancia l’idea dell’INTESA DI CASTROVILLARI  e candida il Pollino a ruolo di coordinamento di una rete diffusa dello studio del grifone.

Auspica che il governo si accorga che i parchi non sono un problema per la nazione ma un punto di forza.

I lavori del seminario proseguono con gli interventi della responsabile dell’ASP di Castrovillari  Roberta Talone in seguito all’applicazione della direttiva europea su come si devono alimentare gli animali selvatici; segue l’intervento di Costantini dell’Università di Bari sulle tecniche di individuazione del sesso degli animali attraverso la piuma  e la conservazione del DNA in apposita banca dati.

Un altro intervento molto interessante che ha fatto riflettere i pochi “stacanovisti” rimasti in sala è stata la relazione di Guido ceccolini del CERM (Centro Rapaci Minacciati) della Maremma il quale ha snocciolato una serie di dati impressionanti: In Italia ci sono 360000 km di linee elettriche di media e alta tensione, 4250  pale eoliche installate che provocano la morte di migliaia di rapaci all’anno.

Ha anche suggerito alcuni accorgimenti per proteggere gli uccelli che malauguratamente scelgono un traliccio per posarsi.

Questo intervento è stato preceduto da una relazione altrettanto importante   di un esperienza condotta nel Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga sull’addestramento di unità cinofile antiveleno con la costituzione di Nuclei Cinofili Antiveleno (NCA) con lo scopo di scoprire focolai di carne avvelenata .

Al seminario hanno portato il saluto il sindaco di Castrovillari Francesco Blaiotta e il primo cittadino di Civita Vittorio Blois.

Un seminario veramente interessante che non si vedeva da tempo sul territorio del Parco che ha dato adito ad un grande dibattito finale con l’elaborazione di una strategia comune per affrontare i vari problemi che si pongono quando si vuole decidere di introdurre o reintrodurre una specie in un territorio.

Un seminario veramente interessante che non si vedeva da tempo sul territorio del Parco che ha dato adito ad un grande dibattito finale con l’elaborazione di una strategia comune per affrontare i vari problemi che si pongono quando si vuole decidere di introdurre o reintrodurre una specie in un territorio.

Grazie tante agli organizzatori!!!!!!!!!!

Emanuele Pisarra

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sabato 28 febbraio 2009

Finalmente i grifoni tornano a volare sulla Valle del Raganello. Il gruppo di studiosi che gestisce per conto dell'Ente Parco nazionale del Pollino, il progetto di reintroduzione dei grifoni nella valle, ha deciso che ormai i tempi erano maturi per immettere in natura una parte dei grifoni tenuti nelle apposite voliere per acclimatarsi e percepire gli "odori" del Raganello.

L'iniziativa è stata preceduta da una ampia campagna di "educazione" spiegando alla gente di Civita (ma non solo) che i grifoni non sono dannosi alla comunità, ai pastori o agli agricoltori. Anzi sono degli ottimi spazzini della montagna ...

Artefice di questo evento è l'ex presidente dell'Ente Parco Mauro Tripepi che ha fortemente voluto la reintroduzione del grifone nella Valle del Raganello.

In questi giorni lo abbiamo incontrato e presto ne riferiremo su queste pagine.


 

Il Grifone (Gyps fulvus) è un uccello ed appartiene alla famiglia degli accipitridi.

Ha un apertura alare di 240-280 cm con una lunghezza corporea di 95-105 cm e un peso che varia da 4 a 6 kg.

Vive fino a 30-40 anni e diventa sessualmente maturo verso 5-7 anni; la deposizione delle uova avviene tra la metà di gennaio e l'inizio di febbraio.

La cova dura 52 - 58 giorni e il tempo di permanenza nel nido circa 110 - 120 giorni.

La covata è di un uovo solo.

Si nutre prevalentemente di carogne.

I grifoni possono formare colonie separate e sono piuttosto fedeli al loro luogo stanziale.

Si sposta solitamente in stormi di parecchi animali.

Ha una testa piccola con un becco ad uncino che in volo pende piegata in avanti , ali molto grandi dall'aspetto triangolare e una coda corta apparentemente ridotta. I giovani grifoni sono più scuri degli animali adulti. Gli adulti hanno chiazze bianche sul capo e sul collo e una corona giugulare biancastra.

AMBIENTE

Abitualmente vive in montagna ma si può trovare anche in pianura.

DIFFUSIONE (fonte Wikipedia)

Il grifone si trova in Marocco, Algeria, Spagna (8.100 co
ppie), Sardegna, lungo la costa adriatica orientale (soprattutto sulle isole croate di Cres e Rab) fin anche nelle regioni dell'entroterra nell'Europa meridionale. È diffuso in Grecia (circa 450 coppie), Turchia, sulle coste orientali del Mar Mediterraneo fino all'Irak e all'Iran. Alcuni esemplari migrano sporadicamente dalla Slovenia fino all'Austria, dove allo Zoo di Salisburgo è presente una colonia di esemplari mezza selvatica, che girovaga anche negli Alti Tauri, dove ha già nidificato liberamente. Un popolamento artificiale nel Massiccio centrale francese (circa 220 coppie) ha avuto fortuna. In Svizzera, in particolare nel Giura si contano fino a 54 esemplari. La popolazione al momento sembra crescere in maniera esponenziale.
In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui.

In Italia, la specie si è estinta ovunque tranne che in Sardegna ed in Sicilia, dove è stata reintrodotta all'interno del Parco dei Nebrodi. A seguito di un'operazione di ripopolamento tuttavia, nell'agosto 2006 ne sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso. Anche il Friuli è promotore, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del grifone nella zona di Forgaria nel Friuli.

PARCO NAZIONALE DEL POLLINO

Nel Parco nazionale del Pollino è in atto un tentativo di reintroduzione di 45 esemplari nel territorio delle Gole del Raganello ricadente nel comune di Civita e San Lorenzo Bellizzi in provincia ci Cosenza nel versante sud-est dell'area protetta.

Il progetto -partito nel 2002 con la costruzione di una voliera e l'acquisto dalla Spagna di uno stock di 15 esemplari che poi sono stati liberati nel 2004- ha avuto un momento di fermo in conseguenza agli eventi dell'inverno del 2005 (gennaio): alcuni esemplari furono trovati morti in seguito ad avvelenamento di una carcassa di mucca imbottita di anticrittogamici, altri sono completamente scomparsi dalla zona.

NOTA

IN QUESTI GIORNI (DICEMBRE 2007) E' STATO AVVISTATO UN SOLO ESEMPLARE ERRANTE DI QUEL PRIMO GRUPPO CHE  OGNI TANTO SI POSA SOPRA LA VOLIERA.

Attualmente le voliere sono state ristrutturate per accogliere a breve un altro gruppo di grifoni di provenienza dalla Spagna.

nel frattempo girano sui cieli del Pollino quindici stupendi esemplari


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