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IL GRIFONE (Gyps fulvus) |
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Venerdì 10 dicembre 2010 Seminario SUL GRIFONE IN ITALIA |
PROGRAMMA LOCANDINA INTESA DI CASTROVILLARI QUADERNO: WORKSHOP IL GRIFONE IN ITALIA |
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Venerdì
10 dicembre 2010 presso il Protoconvento Francescano di Castrovillari si è
svolto un importante seminario sui
GRIFONI IN ITALIA.
“Inoltre, la
posizione geografica del Pollino, insieme con il Cilento e la
Val d’Agri
costituisce una particolarità importante e ricorda l’ANTICA LUCANIA”
conclude Formica.
Ha aperto i
lavori
Alvaro Camina del VCF
(Vulture Conservation
Foundation) di provenienza spagnola, il quale si è
soffermato sui problemi della conservazione del grifone in Europa nel
XXI secolo, portando alcuni esempi di status e problemi che si è trovato
a confrontarsi in Spagna.
Un regolamento
europeo (1069/2009) ha sconvolto le popolazioni di grifoni in Spagna in
quanto questa norma proibisce l’accumulo di carcasse di animali morti
(una sorta di fossa comune di carogne) in buche, le quali erano fonte di
alimentazione primaria per gli avvoltoi. Oggi le carcasse vengono
portate all’inceneritore con un guadagno medio di cinque milioni di euro
all’anno per il governo della Catalogna; la conseguenza è: gli avvoltoi
vanno a mangiare nelle discariche pubbliche.
L’energia
rinnovabile (i tanto decantati parchi eolici) sono causa di morte di
molti avvoltoi (nel solo periodo di settembre 2005-maggio 2008 sono
stati uccisi 296 grifoni) ed, infine,
un’altra
causa di morte sono i veleni. Per questo necessita un controllo ed un
monitoraggio ambientale per scongiurare l’attacco da veleni.
Fulvio Genero fa
la storia della presenza del grifone in Italia e afferma che presenze
ceerte si sono avute solo in Sardegna e in Sicilia.
Non si hanno
notizie di insediamenti antichi e storici sugli Appennini.
Genero segue i
grifoni sulle Alpi Orientali tra la Carnia e gli Alti
Tauri in Austria .
Il progetto in Friuli inizia negli anni ottanta con una popolazione di
80-90 individui in inverno. Poi racconta della dieta dei grifoni e degli
spostamenti seguiti con il telecontrollo satellitare che ha dato notizie
interessanti sulle rotte di migrazione che collegano Israele, l’Austria
e la Carnia.
Infine, Genero
ha parlato di 15.000 visitatori all’anno presso il centro visita del
Parco.
Tommaso Altea,
dell’Ufficio della Biodiversità del CFS, ha raccontato l’esperienza
dell’introduzione del grifone nell’Appennino Centrale , nell’area della
Riserva Naturale del
Monte Velino
di 93 individui
che si sono
insediati in quattro colonie con una popolazione ad oggi di circa 120
esemplari.
Spinnato porta
l’esperienza in corso della reintroduzione del grifone nel Parco dei Nebrodi in Sicilia scomparso agli inizi degli anni sessanta del secolo
scorso.
Massimo
Pandolfi, zoologo dell’Università di Urbino,
racconta delle vicende del Gruppo
di lavoro che diede inizio al progetto di introduzione del grifone nel
Parco nazionale del Pollino.
Fondamentale
l’incontro con i tecnici e studiosi del GREFA spagnolo che hanno dato un
apporto scientifico al progetto ed hanno fornito i grifoni.
Nicoletta
Boldrini , ha tracciato la cronistoria del Progetto sul Pollino che agli
inizi è partito con aspirazioni ben più ampie riguardanti la
conservazione degli uccelli rapaci nel Pollino.
Si parte il
tredici giugno 2002 con l’arrivo dei primi quindici grifoni forniti dal
GREFA spagnolo. Si prosegue con una intensa campagna di educazione
ambientale a sostegno del progetto con il coinvolgimento delle
popolazioni locali in collaborazione con la Coop Silva.
Nel frattempo
sono state costruite tre voliere e il rilascio di cinque grifoni
(2004).
La presenza dei
grifoni è stata una forte attrattiva per altre specie per altre specie
che spesso sono state avvistate nei pressi del carnaio e delle voliere
(nibbio reale, aquila e
capovaccaio).
Alla fine del
2005 “giravano” nel cielo della Valle del Raganello
otto grifoni.
Per tutto il
2006 e fino agli inizi del 2009 sono state interrotte le attività con
gravi danni al progetto.
Da luglio 2009 i
lavori di introduzione del grifone sono gestiti in prima persona
dall’Ente Parco .
Ester del Bove
– biologa dell’Ente Parco nazionale del Pollino , è stata la
responsabile del progetto fino allo scorso primo dicembre.
Il parco grazie
ad un accordo di programma con la Regione Calabria trova dei fondi,
rimette in sesto le voliere e attiva la procedura necessaria per il
trasferimento di altri 20 esemplari.
Organizza il
monitoraggio e avvia una nuova campagna di sensibilizzazione nelle
scuole del territorio con il progetto ADOTTA UN GRIFONE da parte delle
scolaresche dei comuni interessati e ricadenti nella Valle del Raganello
ha fatto sì che la popolazione avesse ancora una migliore percezione del
“bene grifone” per tutta la comunità.
Lo scorso trenta
maggio sono stati inanellati otto nuovi esemplari e liberati.
Di questi sono
rimasti in zona solo un grifone.
In conclusione –
racconta la Del Bove – l’area è un ambiente ideale per il grifone, la
presenza degli avvoltoi è un segno della biodiversità di un area e
contribuisce alla regolazione dell’apporto alimentare di un territorio.
Il presidente
Pappaterra, fa il punto della
situazione e si dice molto contento per il lavoro svolto dal Parco e si
attribuisce il riconoscimento alla sua amministrazione la volontà di
portare avanti il progetto; riconosce un ruolo molto importante della
comunità di Civita e del personale del CFS. Ricorda come sia difficile
coniugare conservazione e sviluppo in un territorio abitato da circa 170
mila persone; fa presente che le difficoltà economiche in cui sono
incappati i Parchi sia molto arduo prendere impegni per il futuro.
Lancia l’idea dell’INTESA
DI CASTROVILLARI
e
candida il Pollino a ruolo di coordinamento di una rete diffusa dello
studio del grifone.
Auspica che il
governo si accorga che i parchi non sono un problema per la nazione ma
un punto di forza.
I lavori del
seminario proseguono con gli interventi della responsabile dell’ASP di
Castrovillari
Roberta
Talone
in seguito all’applicazione della direttiva europea su come si devono
alimentare gli animali selvatici; segue l’intervento di Costantini
dell’Università di Bari sulle tecniche di individuazione del sesso degli
animali attraverso la piuma
e la conservazione del DNA in apposita banca dati.
Un altro
intervento molto interessante che ha fatto riflettere i pochi
“stacanovisti” rimasti in sala è stata la relazione di Guido
ceccolini
del CERM (Centro Rapaci Minacciati) della Maremma il quale ha
snocciolato una serie di dati impressionanti: In Italia ci sono 360000
km di linee elettriche di media e alta tensione, 4250
pale eoliche installate che
provocano la morte di migliaia di rapaci all’anno.
Ha anche
suggerito alcuni accorgimenti per proteggere gli uccelli che
malauguratamente scelgono un traliccio per posarsi.
Questo
intervento è stato preceduto da una relazione altrettanto importante
di un esperienza condotta nel
Parco del Gran Sasso e dei Monti della Laga sull’addestramento di unità
cinofile antiveleno con la costituzione di Nuclei Cinofili Antiveleno
(NCA) con lo scopo di scoprire focolai di carne avvelenata .
Al seminario hanno portato il saluto il sindaco di
Castrovillari Francesco
Blaiotta e il primo cittadino di Civita Vittorio
Blois.
Un seminario
veramente interessante che non si vedeva da tempo sul territorio del
Parco che ha dato adito ad un grande dibattito finale con l’elaborazione
di una strategia comune per affrontare i vari problemi che si pongono
quando si vuole decidere di introdurre o reintrodurre una specie in un
territorio.
Un seminario veramente interessante che non si vedeva da
tempo sul territorio del Parco che ha dato adito ad un grande dibattito
finale con l’elaborazione di una strategia comune per affrontare i vari
problemi che si pongono quando si vuole decidere di introdurre o
reintrodurre una specie in un territorio.
Grazie tante agli organizzatori!!!!!!!!!! Emanuele Pisarra
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sabato 28 febbraio
2009
Finalmente i grifoni tornano a volare sulla Valle del Raganello. Il gruppo di studiosi che gestisce per conto dell'Ente Parco nazionale del Pollino, il progetto di reintroduzione dei grifoni nella valle, ha deciso che ormai i tempi erano maturi per immettere in natura una parte dei grifoni tenuti nelle apposite voliere per acclimatarsi e percepire gli "odori" del Raganello. L'iniziativa è stata preceduta da una ampia campagna di "educazione" spiegando alla gente di Civita (ma non solo) che i grifoni non sono dannosi alla comunità, ai pastori o agli agricoltori. Anzi sono degli ottimi spazzini della montagna ... Artefice di questo evento è l'ex presidente dell'Ente Parco Mauro Tripepi che ha fortemente voluto la reintroduzione del grifone nella Valle del Raganello. In questi giorni lo abbiamo incontrato e presto ne riferiremo su queste pagine. |
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Il Grifone (Gyps fulvus) è un uccello ed appartiene alla famiglia degli accipitridi. Ha un apertura alare di 240-280 cm con una lunghezza corporea di 95-105 cm e un peso che varia da 4 a 6 kg. Vive fino a 30-40 anni e diventa sessualmente maturo verso 5-7 anni; la deposizione delle uova avviene tra la metà di gennaio e l'inizio di febbraio. La cova dura 52 - 58 giorni e il tempo di permanenza nel nido circa 110 - 120 giorni. La covata è di un uovo solo. Si nutre prevalentemente di carogne. I grifoni possono formare colonie separate e sono piuttosto fedeli al loro luogo stanziale. Si sposta solitamente in stormi di parecchi animali. Ha una testa piccola con un becco ad uncino che in volo pende piegata in avanti , ali molto grandi dall'aspetto triangolare e una coda corta apparentemente ridotta. I giovani grifoni sono più scuri degli animali adulti. Gli adulti hanno chiazze bianche sul capo e sul collo e una corona giugulare biancastra. AMBIENTE Abitualmente vive in montagna ma si può trovare anche in pianura. DIFFUSIONE (fonte Wikipedia)
Il grifone si trova in
Marocco,
Algeria,
Spagna
(8.100 co
ppie),
Sardegna, lungo la costa
adriatica orientale (soprattutto sulle isole
croate
di
Cres
e
Rab)
fin anche nelle regioni dell'entroterra nell'Europa meridionale.
È diffuso in
Grecia
(circa 450 coppie),
Turchia, sulle coste orientali del Mar
Mediterraneo fino all'Irak
e all'Iran.
Alcuni esemplari migrano sporadicamente dalla
Slovenia fino all'Austria,
dove allo Zoo di
Salisburgo è presente una colonia di esemplari
mezza selvatica, che girovaga anche negli
Alti
Tauri, dove ha già nidificato liberamente. Un
popolamento artificiale nel Massiccio centrale francese (circa
220 coppie) ha avuto fortuna. In
Svizzera, in particolare nel
Giura
si contano fino a 54 esemplari. La popolazione al momento sembra
crescere in maniera esponenziale.
In totale, vi è una stima di 17-18 mila individui. In Italia, la specie si è estinta ovunque tranne che in Sardegna ed in Sicilia, dove è stata reintrodotta all'interno del Parco dei Nebrodi. A seguito di un'operazione di ripopolamento tuttavia, nell'agosto 2006 ne sono stati avvistati numerosi esemplari sul versante occidentale aquilano del Gran Sasso. Anche il Friuli è promotore, da alcuni anni, di un progetto di reintroduzione del grifone nella zona di Forgaria nel Friuli. PARCO NAZIONALE DEL POLLINO Nel Parco nazionale del Pollino è in atto un tentativo di reintroduzione di 45 esemplari nel territorio delle Gole del Raganello ricadente nel comune di Civita e San Lorenzo Bellizzi in provincia ci Cosenza nel versante sud-est dell'area protetta. Il progetto -partito nel 2002 con la costruzione di una voliera e l'acquisto dalla Spagna di uno stock di 15 esemplari che poi sono stati liberati nel 2004- ha avuto un momento di fermo in conseguenza agli eventi dell'inverno del 2005 (gennaio): alcuni esemplari furono trovati morti in seguito ad avvelenamento di una carcassa di mucca imbottita di anticrittogamici, altri sono completamente scomparsi dalla zona. NOTA IN QUESTI GIORNI (DICEMBRE 2007) E' STATO AVVISTATO UN SOLO ESEMPLARE ERRANTE DI QUEL PRIMO GRUPPO CHE OGNI TANTO SI POSA SOPRA LA VOLIERA. Attualmente le voliere sono state ristrutturate per accogliere a breve un altro gruppo di grifoni di provenienza dalla Spagna. nel frattempo girano sui cieli del Pollino quindici stupendi esemplari Articoli collegati lettera di Italia Nostra al presidente del Parco nazionale del Pollino on Domenico Pappaterra ARTICOLO_QUOTIDIANO_BASILICATA
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areale del grifone Valle del Raganello |