DICONO DI ... NOI

Una nuova pagina di Acalandrostour per raccogliere articoli,  impressioni che parlano di noi....

 

 

 

 

 

 

 

26 FEBBRAIO 2009



CASTROVILLARI - Ieri mattina, alla Bit (Borsa Internazionale del Turismo)
di Milano il presidente del Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, ha presentato i 34 sentieri per un totale di 250 km tra Calabria e Basilicata.
«L'impegno preso con i visitatori - ha detto Pappaterra - è stato mantenuto.
Uno dei punti deboli della nostra meravigliosa area protetta è stato rimosso con la creazione di una rete sentieristica, da parte di due tra le più esperte guide del Parco,Emanuele Pisarra e Giorgio Braschi, e del relativo catasto». Tra i 34 sentieri c'è anche il famoso “Sentiero Italia”, che attraversa
tutta la Penisola. La segnaletica e la tabellazione saranno quelle del Cai sul cui sito internet, sarà possibile anche disporre del webgis per consultare i percorsi prescelti.
Durante la presentazione Pisarra ha illustrato con splendide foto sue, di Braschi e di Luigi Perrone, le motivazioni culturali di una rete sentieristica che serve a dotarsi di regole e di limiti all'utilizzo del territorio e a diffondere l'escursionismo e la conoscenza diretta del territorio. Chiarendo
che non si tratta di nuovi sentieri ma del recupero di percorsi storici, quelli che le genti del Pollino hanno sempre calpestato per raggiungere le alture più belle. Ma alla base della scelta
di creare una sentieristica vi sono anche motivazioni di carattere economico per valorizzare il territorio e promuovere il turismo sostenibile.

24 febbraio 09 "Il quotidiano"

 

 

Rivista del trekking

 

22 FEBBRAIO 2009

BIT: 250 chilometri di sentieri per ammirare il Pollino

Trentaquattro sentieri per un totale di 250 chilometri tra Calabria e Basilicata, per ascendere alle vette e ai pianori d'alta quota più suggestivi del Parco Nazionale del Pollino. Sono stati presentati alla Borsa Internazionale del Turismo, a Milano, dal presidente del Parco, Domenico Pappaterra.

"L'impegno preso con i visitatori - ha dichiarato Pappaterra - è stato mantenuto. Uno dei punti deboli della nostra meravigliosa area protetta è stato rimosso con la creazione di una rete sentieristica, da parte di due tra le più esperte guide del Parco, Emanuele Pisarra e Giorgio Braschi, e del relativo catasto".

Tra i 34 sentieri c'è anche il famoso Sentiero Italia, che attraversa tutta la Penisola. La segnaletica e la tabellazione saranno quelle del Cai sul cui sito internet inizialmente, sarà possibile anche disporre del webgis per consultare e dettagliare i percorsi prescelti.

Durante la presentazione Pisarra ha illustrato con splendide foto sue, di Braschi e di Luigi Perrone, le motivazioni culturali di una rete sentieristica che serve a dotarsi di regole e di limiti all'utilizzo del territorio e a diffondere l'escursionismo e la conoscenza diretta del territorio. Chiarendo che non si tratta di nuovi sentieri ma del recupero di percorsi storici, quelli che le genti del Pollino hanno sempre calpestato per raggiungere le alture più belle. Ma alla base della scelta di creare una sentieristica vi sono anche motivazioni di carattere economico per valorizzare il territorio promuovere il turismo sostenibile. Fermo restando che grazie ai sentieri si può garantire maggiormente la sicurezza all'escursionista e contribuire a tutelare certe aree in funzione della capacità di carico di quell'ambiente.

Il Parco, inoltre, ha presentato due nuovi dvd editi dal Parco. Uno riguarda eventi e manifestazioni ed è prodotto da WDI. L'altro, "Non solo un Parco, Il Pollino", è prodotto da Nike agency.
"Eventi e manifestazioni" racconta con immagini uniche e emozionanti, un anno vissuto in alcuni dei 56 borghi del Parco nazionale del Pollino, tra sagre arboree e moderni meeting musicali che attraggono visitatori da ogni dove del mondo sia per la loro originalità sia per la location in cui si svolgono.
Ed è sempre il luogo fantastico del Pollino a fare da ambientazione all'altro prodotto video che tra le attività istituzionali dell'Ente Parco dedicate all'educazione ambientale, alla prevenzione degli incendi e alla promozione, mette in risalto vissuto paesaggi e risorse del territorio wilderness per eccellenza.

tratto da http://www.basilicatanet.it/  del 22/02/2009 12.45.58

 

 

 


 

26 settembre 2008

è apparso su un sito di link una "raccomandazione" di Matteo Olivieri

Matteo Olivieri  ha recomendado tu trabajo .

Estimado(a) Emanuele:
I've written this recommendation of your work to share with other LinkedIn users.

Detalles de la recomendación: "Ben poche persone conoscono la montagna come Emanuele. In escursione con lui si apprezza l’assoluta esperienza e la preziosa miniera di conoscenze storiche, botaniche, geografiche ed etnografiche legate alla Calabria.
Emanuele sa trasmettere a chi gli sta intorno il fascino dell’inesplorato e la passione per le vette, non spingendo tuttavia mai le persone oltre i loro limiti.
La montagna è il suo ambiente naturale ed è una sicurezza averlo al fianco nei territori largamente inaccessibili e incontaminati del Parco Nazionale del Pollino.
Chi si avventura sul Pollino è certo che prima o poi si imbatterà in un rifugio che lui ha costruito o in un sentiero da lui tracciato. Per questo motivo Emanuele è molto più che un abile sherpa…lui è il “Signore del Pollino”!"

Categoría de servicio: Mountain guide
Año de primera contratación: 2005
Sus mejores cualidades: Grandes resultados, Experto, Creativo

 

domenica 3 agosto 2008

Il quotidiano della Calabria dedica uno speciale al Parco del Pollino curato da Francesco Mollo. Parla anche delle guide...

 

 

" Quelli della sede del  Parco conoscono le migliori guide e forniscono dunque sempre i loro numeri. Comunque per non sbagliare basta chiedere di ... Emanuele Pisarra (di Civita).... "  leggi

 

articolo completo

 

 

giugno 2008

Le gole del Raganello viste dalla timpa del DemonioUn bellissimo articolo pubblicato sul supplemento CALABRIA allegato al numero di questo mese in edicola di BELLITALIA parla ancora di noi.

Nell'articolo di Alessandro Midlarz UN EDEN DA BRIVIDI a pag 61-62 parla della discesa del Raganello e   ... "in alternativa c si può affidare ad Emanuele Pisarra guida ufficiale del Parco (tel 0981.73043 /333.8732829, www.acalandrostour.it ) che con un potente fuoristrada conduce sul posto in meno di un ora". ...  

 

 giugno 2008

  La prestigiosa rivista TRAVELLER nel numero in edicola (n. 5 giugno 2008) ha pubblicato un bellissimo articolo di Patrizia Giancotti che parla di noi...

 

 

 

 

 

 DUEMILA METRI IN MEZZO AI MARI

    .....   Emanuele Pisarra, per esempio, è di Civita ed è perfettamente bilingue: si muove agilmente fra italiano e albanese. Guida del Parco del Pollino, cartografo, fondatore dell'Acalandrostour, agenzia specializzata in escursioni (ha raccolto in un libro più di cento itinerari), con lui si possono concor­dare camminate di poche ore o intere giornate, trekking d'alta quota, persino l'attra­versamento dell'intero massiccio, dal Tirreno allo Ionio, per un coast to coast nostrano e indimenticabile. Io scelgo di arri­vare sulla Vetta degli dèi: mi sembra un buon obiettivo da raggiungere.

 In Land Rover arriviamo a Colle Marcione (1.227 metri). Da qui partono due percorsi. Lungo il sentiero della Timpa di Porace, una camminata di due ore porta a vedere dall'alto l'immensa valle del Raga­nello e le cime del Pollino meridionale. Noi puntiamo invece verso il Monte Manfriana, più impegnativo, con una cresta panoramica a 1.981 metri. Il percorso è faticoso, ma presto arriva un premio: entriamo nella foresta di faggio della Fagosa, una delle più rigogliose d'Italia. Copre tutto il lato nordovest dell'alta valle del Raganello. Pisarra conosce perfettamente la mon­tagna e la foresta, ci ha passato una vita: saliva con gli amici già a 11 anni. «Come si andasse a Corso Mazzini a prendere il ge­lato», aggiunge. È convinto che nel profon­do della grande foresta si nasconda uno de­gli ultimi branchi di lupi appenninici.

L'aria punge e profuma di fiori. Pisarra mi indica alcuni nidi sui rami dei faggi più vecchi: vanno e vengono degli uccelli neri, sono picchi. «Usciamo di cresta e siamo in quota», dice la guida. I faggi si fanno più radi, cambia il clima, cambia l'esposizione al sole. Il picchio lascia il ciclo al grifone e al falco pellegrino (Pisarra scruta le cime per riuscire a vederne qualcuno). Si fanno invece sempre più fitti gli alberi simbolo del Parco del Pollino: i pini loricati.

 ARRIVATI SULLA CRESTA DEL monte, vediamo... il mondo. Dominiamo la valle del Coscile e lo sguardo va per centinaia di chilometri. Ol­tre la piana di Sibari, il Mar Ionio fino al Golfo di Taranto. A est, le prime forre del Raganello preludono a canyon altissimi, mentre a ovest i monti dell'Orsomarso si sporgono giganteschi verso il Tirreno, "l'altro mare" che abbracciamo con lo sguardo. Questa è la Vetta degli dèi.

Qualcosa del genere avranno pensato an­che gli uomini che nel V secolo avanti Cri­sto sono saliti qui come noi oggi. Doveva­no immaginarsi che per la Magna Grecia questo sarebbe potuto diventare un Monte Olimpo. Dunque hanno trasportato in vet­ta grandi blocchi di pietra e li hanno lavo­rati. Ora giacciono abbandonati. Un arti­colo scritto da Pisarra nel 1994 per la Gazzetta del Sud ha fatto arrivare alla Manfriana una spedizione archeologica olande­se. Nonostante scavi e studi, il senso delle pietre rimane oscuro: appartenevano a un tempio? A una fortezza in un perfetto punto di avvistamento e comunicazione ottica fra il Tirreno di Paestum e lo Ionio di Sibari? La conversazione cade bruscamente: seguiamo il volo di un'aquila reale.

Nel cammino di ritorno cambia tutto. Gli sguardi puntano al mare, le gambe stanche si abbandonano a lunghe falcate. Viene facile lasciarsi accompagnare dal rac­conto di una storia come quella della mo­neta trovata vicino ai misteriosi blocchi di pietra. «Da una parte, c'è un toro con testa umana barbuta», spiega Pisarra. «Dall'altra, c'è la dea Atena, con nastri tra i capelli e un grappolo d'uva al collo, simbolo del più importante prodotto del territorio a lei consacrato, il vino».  .....

ARTICOLO COMPLETO

 

 

COMMISSIONE CENTRALE ESCURSIONISMO - PROGETTO REI

 Si è svolto a Rimini l’1 e il 2 marzo 2008  un importante seminario sulla sentieristica del Cai

 

REI-rete escursionistica italiana è un articolato di aree geografiche connesse tra loro, in cui si possono individuare i percorsi di interesse nazionale raccordati con la Rete Europea e quelli  di interesse locale regionali e provinciali. Il progetto REI della Commissione Centrale Escursionismo nasce  per contribuire al completamento della rete escursionistica anche nelle aree in abbandono e disagiate, portandovi competenza nell’ambiente e cultura della montagna. Per realizzare questo obiettivo primario occorre organizzare e valorizzare le risorse umane volontaristiche disponibili, strutturandole in un sistema nazionale di gestori regionali e provinciali o d’area delle singole porzioni della rete, in stretta collaborazione rispettivamente con i Gruppi Regionali interessati e le sezioni. Nell’ambito di questa premessa si è svolto a Rimini l’1-2marzo 2008, un convegno di grande interesse a livello nazionale di tutto riguardo sulla materia della sentieristica e segnaletica del CAI.  Lo scopo primario del seminario e stato quello di far conoscere ai referenti regionali/provinciali, il punto della situazione della sentieristica CAI in Italia, con proiezioni di dati e indirizzi di carattere generale sui vari temi della sentieristica, manutenzione e catasto nazionale dei sentieri.

Il nutrito programma “REI” (Rete Escursionistica Italiana) ed il ritrovo dei partecipanti si è svolto presso la  sala congressi dell’Hotel Holiday Inn, di Rimini, dove nel primo pomeriggio di sabato 1 marzo si è aperto il seminario. I lavori si sono aperti con i saluti del coordinatore Giuseppe Rulfo della Commissione Centrale, del Presidente della Sezione CAI di Rimini Signor Loris Succi, del Presidente Generale Annibale Salsa, portati in prima persona dal Consigliere Centrale Gianfranco Garuzzo e da Luigi Grossi, referente della CCE presso il CC. Presente ai lavori anche Luigi Cavallaro Presidente della CCE, che ha elogiato il Gruppo Lavoro Sentieri per il grosso impegno programmato è per la numerosa partecipazione  dei rappresentanti regionali, esortando i referenti a continuare sulla via intrapresa nella gestione e nella manutenzione della sentieristica per dare un segno tangibile ai frequentatori del nostro bellissimo territorio. Con il saluto e l’introduzione di Beppe Rulfo, coordinatore e responsabile del Gruppo di Lavoro, Tarcisio De Florian ha preso la parola delineando la strutturazione per l’applicazione del Catasto dei Sentieri e sull’uniformità della segnaletica nel rispetto delle direttive CAI, illustrando cos’è un sentiero, cosa rappresenta oggi, come viene utilizzato, quale impegno richiede per mantenerlo, perché è utile valorizzare il territorio attraverso i sentieri, quali sono i criteri e le tecniche per effettuare la segnaletica utilizzando il DC della Commissione Centrale Escursionismo “SENTIERI” pianificazione, segnaletica e manutenzione utile anche per la formazione degli addetti alla segnaletica e manutenzione dei sentieri. In successione Bruno Zannantonio ha portato delle annotazioni sugli aspetti normativi differenziati per regioni-provincie; Guido Bellesini, Presidente della Regione Lombardia ha introdotto una relazione sulla pianificazione della rete dei sentieri lombardi, mentre Sandro Selandari ha parlato del rilievo e dei luoghi di posa sul territorio. Stefano Mordazzi è intervenuto sull’organizzazione dei gruppi sentieri sezionali, e Sergio Pigato ha portato l’esperienza del Veneto nella formazione ed il coinvolgimento dei volontari.

A seguire l’intervento del Professor Giorgio Vassena, rappresentate del SIT-CAI ci  ha introdotto con una interessante proiezione video, un data bays utile per la gestione del catasto sentieri con il sistema GIS utilizzato dal CAI. Al termine della chiusura dei lavori di sabato Marcello Pesi ha esposto gli aspetti burocratici attinenti alle uscite e ai lavori del volontariato e sull’aspetto assicurativo per gli interventi sul territorio. Ai lavori della Domenica mattina, Tarcisio Deflorian ha ribadito l’importanza illustrato gli aspetti manutentivi sui sentieri con la presentazione di un CD sui contenuti formativi degli addetti ai lavori. Guido Bellesini ha ribadito nuovamente la responsabilità delle sezioni CAI nella gestione della rete e Bruno Zannantonio ha messo in evidenza l’importanza delle convenzioni e le collaborazioni con gli enti pubblici. La collaborazione con professionisti o terzi è stata messa in evidenza da Giuseppe Pedrotti rappresentate delle sezioni della SAT mentre Alessandro Geri, componente della Commissione Centrale Escursionismo, ha conferito delle preziose indicazioni sull’organizzazione ed il rilievo dei sentieri e le linee guida con la rilevazione del GPS per una cartografia escursionistica CAI sempre più tecnica e precisa. Sandro Selandari ha illustrato l’uso del sistema Luoghi e Giovanni Sosi del sistema SentieriDoc. Interessantissimo il contributo di Emanuele Pisarra, referente sentieri della provincia di Cosenza, che ha relazionato sul progetto CAI Castrovillari-Parco del Pollino. In chiusura del Convegno Filippo Di Donato del GR Abruzzo ha esposto con un’ampia panoramica il progetto del catasto Abruzzo. Beppe Rulfo alla chiusura del convegno ha ringraziato i Presidenti Regionali e i Gestori provinciali, che anche grazie a loro, per la preziosa collaborazione con la CCE, si è potuto svolgere questo importante Convegno sulla sentieristica nazionale.

 

Info: Commissione Centrale Escursionismo http://www.cai.it/index.php?id=37

Nella  foto l'intervento di Emanuele Pisarra

 

 

Sorprendente ......... Pollino! *

di

Angela Damante e Rosy Volta

Ed eccoci anche quest'anno pronti ad intraprendere una nuova avventura con "Naturaliter": destinazione Parco Nazionale del Pollino.PARCO DEL POLLINO

Mentre il treno ci porta sferragliando verso Scalea ci scopriamo tutti assai emozionati all'idea di visitare il Parco Nazionale più grande d'Italia, che si estende per oltre 182.000 ettari fra Basilicata e Calabria.

Il clima che ci accoglie è molto "caldo"...in ogni senso : temperatura 40° e guide estremamente sorridenti e disponibili... Angelo, Mimmo ed Emanuele, nostri angeli custodi per tutta la settimana.

La calura non ci ha comunque impedito l'ascesa alle tre vette più alte del Parco. La nostra prima meta è il Cozzo del Pellegrino (1987 metri), monte caratterizzato da sco­scesi dirupi e canyon impressionanti. Abbiamo camminato per ore ammirando bellissime fore­ste di faggi già dai colori autunnali e attraversando vasti pascoli, mentre la nostra guida Emanuele cattura la nostra attenzione raccontandoci mille curiosità sulla flora e la fauna del luogo.

L'ascesa al Monte Pollino (2248 metri) costituisce il fulcro del nostro trekking .. si sale per alcune ore nell'emozionante attesa di incontrare "II Patriarca", l'esemplare più vecchio di pino loricato: 980 anni portati magnificamente, 6 metri di circonferenza e un aspetto imponente.

 GAIGU - COPERTINA NOTIZIARIO CAI ARENZANOE proprio qui che il pino loricato trova l'ultimo rifugio contro la devastazione dell'ambiente da parte dell'uomo ed è stato scel­to come simbolo del Parco. Eccolo, finalmente. Talmente maestoso da incuterci quasi sog­gezione, infatti scattiamo le nostre foto accanto a "Lui" con un reverenziale rispetto. Poco dopo raggiungiamo la vetta. Nella discesa attraversiamo nuovamente verdissime faggete a perdita d'occhio e, terminata la discesa, una sconfinata prate­ria.

Ultima ma non meno importante è La Manfriana (1981 metri) dalla sagoma a piramide. L'ascesa è assai impegnativa e si snoda tra un paesaggio a tratti boscoso e a tratti impervio e roccioso, fino alla lunga cresta che ci porta in vetta. Da qui si gode verso sud una vista mozzafiato sulla fertile piana di Sibari.

Ma il Parco del Pollino non è stato solo trekking; abbiamo intercalato le nostre escursioni con interessanti visite a borghi e paesini per noi sconosciuti ma ricchi di fascino. Morano Calabro, con le sue linde case, è abbarbicato al monte come un grande cono bianco; qui abbiamo visitato un interessante museo dislocato in varie sale nelle case tipiche del paese, con gli esemplari di flora e fauna locali, in una perfetta collocazione ambientale. Poi .. Altomonte, gioiello medioevale, visitato nella dorata luce del tramonto che gli conferi­va un fascino particolare.

A Matera, altra emozione ... i famosi Sassi, patrimonio dell'Unesco. Saliamo e scendiamo nelle strette stradine che percorrono questo luogo straordinario ed unico ... davanti a noi si mostrano innumerevoli grotte, chiese rupestri e tante casette addossate l'uno all'altra nel loro quasi abbagliante chiarore.

Il momento più intenso e mistico è stata la visita al santuario di Santa Maria delle Armi, aggrappato a una rupe del Monte Sellare. Qui si trova una immagine della Madonna "Achiropita", come incisa su una pietra e misteriosamente non compiuta da mani umane. La perfetta esecuzione di questa figura sacra ci lascia stupiti e pervasi di emozione. Infine Civita..., volutamente lasciata per ultima dal nostro Emanuele perché è la sua "patria". Civita, grazioso paese di cultura calabro-albanese, ci mostra un'infinità di camini dalle stra­ne e fantasiose fogge che tutti ci attardiamo a fotografare. Visitiamo la chiesa, altro gioiel­lo, mentre scende il tramonto e ci attende un aperitivo a sorpresa nello studio-biblioteca del nostro Emanuele ... vino, salame piccante e fichi!PINI LORICATI SUL POLLINO

L'ultima sera chiudiamo in bellezza il nostro soggiorno: l'incontro con il Presidente della Sezione del CAI di CastroviIlari, Eugenio lannelli , col quale ci intratteniamo simpaticamen­te a cena. Il dopocena è tutto uno scambio di opinioni e conoscenze sulle rispettive sezioni, regali ... innaffiato da brindisi in allegria. Un gemellaggio improvvisato, ma perfetto!

 II nostro albergo si trovava in Basilicata, a Rotonda, paese famoso per la coltivazione della melanzana rossa, che tutti abbiamo gustato in varie ghiotte preparazioni. Anche quest'anno, come lo scorso anno in Aspromonte, le cene sono state così ricche e irre­sistibili per i nostri palati da farci "prendere peso" nonostante le fatiche del trekking! Per un gruppo di noi,... altra emozione da ricordare: il rafting sul fiume Lao, esperienza molto divertente ... veramente da "donne e uomini ... duri"!

In un attimo ... ci ritroviamo di nuovo a Scalea, aspettando il treno che ci riporterà a casa. Qui con un po' di tristezza dobbiamo lasciare i nostri angeli custodi che devono accogliere un altro gruppo. Salutiamo quindi con affetto il "grande" - in ogni senso! - Emanuele, uomo colto, dai mille interessi, che ci ha trasmesso il profondo amore per la sua terra ed il suo paese.

COMPAGNI DI AVVENTURA - IL CAI ARENZANO IN CIMA AL MONTE POLLINOSalutiamo Mimmo, saggio e taciturno, sempre attento alle nostre esigenze e pronto ad esau­dirle, che ci esortava spesso col suo motto "presto ...che è tardi!" .

Salutiamo Angelo, giovane e simpatica "new entry" della Naturaliter, che in compagnia di tali "maestri" non potrà che diventare un'ottima guida!

Siamo sul treno del ritorno, che sferragliando corre nella notte verso Genova, ....domani riprenderemo la vita di sempre, ma ormai i luoghi e la gente del Pollino hanno un posto nel nostro cuore.

 * Estratto da : GAIGU - NOTIZIARIO DELLA SOTTOSEZIONE DI ARENZANO DELLA SEZIONE LIGURE DEL CLUB ALPINO ITALIANO - 2007 - PP 6-8