A 50 anni dalla morte di G. Kramer nelle Gole del Raganello

di Luigi Troccoli

 

 

Poco più di cinquanta anni fa, il paese di Civita rimase sconvolto da una tragedia, il cui ricordo è ancora vivo nella comunità.

Un ricercatore tedesco, il prof. Gustav Kramer, ornitologo, nel tentativo di catturare degli uccelli - cercava piccioni selvatici - si inerpicò sulle balze rocciose che a picco si innalzano nelle gole del torrente Raganello. Una presa insicura e il cedimento di uno sperone di pietra provocarono la caduta dello scienziato nella profondità del canion e la sua immediata morte.

Molti ricordano il dramma di quel giorno, 19 aprile 1959, secondo i registri di morte del comune di Civita; ma pochi hanno a mente il nome e la fama dello scienziato.

Kramer nacque a Mannheim l’11 marzo 1910 e studiò biologia a Friburgo e a Berlino. Negli anni Quaranta collaborò con due premi Nobel, l’austriaco Konrad Lorenz, fondatore dell’etologia, e l’olandese Niko Tinbergen.

Nell’Istituto Max Planck di Wilhelmshaven si occupò di orientamento  degli uccelli in volo. Agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso si incominciavano a studiare cause e modalità  dei lunghi spostamenti, anche di migliaia di chilometri che annualmente tante specie di uccelli compiono sul globo.

Tre problemi lo affascinavano delle migrazioni degli uccelli: la capacità dei volatili di stabilire la direzione di volo, come mantenessero ed eventualmente modificassero  la direzione durante il volo, come riconoscevano il luogo di destinazione, una volta raggiunto.

Per risolvere questi problemi Kramer ideò degli esperimenti, che avevano per protagonista lo storno europeo. Egli chiuse in una gabbia circolare con superfici interne perfettamente simmetriche un uccello, in modo che  non potesse sapere in che direzione fosse rivolto. La gabbia era investita da una luce la cui direzione lo sperimentatore poteva cambiare. Quando la luce era quella solare, gli storni incominciavano a volare in direzione nord-ovest, che era la direzione della migrazione primaverile. IL PONTE DEL DIAVOLO.Kramer amava camminare sul muretto di protezione del Ponte ...Quindi Kramer mutava la direzione di incidenza della luce nella gabbia. Quando la direzione della luce era spostata di 90°, la direzione di volo si spostava di 90°. Lo scienziato concluse che gli uccelli non erano guidati da una “tendenza naturale innata”, come qualcuno aveva sostenuto, ma dalla direzione di provenienza della luce solare.

Nella ricerca del cibo gli uccelli hanno una “bussola interna ” che li guida, grazie sempre alla posizione del sole.  Kramer, per dimostrare questo assunto, addestrò un uccello ponendo del becchime  ad oriente della gabbia. Dopo diversi tentativi, l’uccello imparò che il cibo si trovava ad oriente della gabbia e, dopo i primi tentativi, si dirigeva con sicurezza verso il punto di alimentazione posto, appunto, a oriente. Kramer addestrò poi un uccello a cercare il punto di alimentazione a occidente della gabbia. Dopo averlo addestrato a dirigersi a occidente, lo scienziato sistemò nella gabbia una luce artificiale fissa che proveniva da occidente. Lo storno pensò che quella luce fosse il sole vero e, essendo stato addestrato a trovare il cibo a occidente, quando veniva da Kramer liberato alle sei del mattino, l’uccello si dirigeva ad oriente, cioè in direzione opposta alla posizione della luce della gabbia, verso quello che secondo il suo apprendimento avrebbe dovuto essere l’occidente in quel momento. Quando venivano liberati a mezzogiorno, si dirigevano a nord e alle cinque del pomeriggio si dirigevano a occidente. Gli uccelli dunque determinavano la direzione riferendosi al sole, con le opportune compensazioni per i suoi spostamenti. Per approfondire la sue ricerche lo scienziato tedesco incominciò ad utilizzare i piccioni viaggiatori. Compì esperimenti in Germania e negli Stati Uniti, nella Carolina del Nord.

Il cambiamento della specie, dagli storni ai piccioni viaggiatori, lo indusse a cercare piccioni selvatici, con i quali avviare altri esperimenti, per tentare di risolvere il terzo dei problemi che lo interessava, quello del riconoscimento dei luoghi di destinazione dei lunghi viaggi migratori. Questo mutamento di specie lo indusse a venire in Calabria, a Civita, accompagnato dalla moglie Romilde e dai tre figli, per cercare nelle balze selvagge del Raganello i piccioni selvatici che gli servivano per i suoi esperimenti. Ma qui, il 19 aprile del 1959, un tentativo di cattura gli fu fatale. Saltando dalla cengia di una parete all’altra del canyon, lì dove i due strapiombi sono più vicini, la roccia lo tradì ed egli precipitò, morendo sul colpo.

Fu Kramer che stabilì, sperimentalmente, che gli uccelli si orientano in base al sole e che ne riescono a compensare, con una sorta di orologio interno, i movimenti diurni. Con le ricerche di Kramer si affermò la nascente scienza dei bioritmi.

Altri scienziati negli stessi anni o immediatamente dopo scoprirono atri fattori, che determinano l’orientamento degli animali nei loro movimenti, quali il magnetismo terrestre, la gravità, la luna ecc. Il contributo di Kramer fu decisivo per la parte della ricerca che metteva in relazione le migrazioni con la posizione del sole.

A Civita la tragica fine di Kramer è ancora viva nel ricordo dei più anziani, i quali ricordano che egli si recava spesso nel paese, sistemandosi in una tenda, insieme alla moglie ed ai tre figli. Nel corso delle sue ricerche sul Raganello era solito saltare, lì dove le gole sono più strette, da una sponda all’altra, grazie al suo fisico atletico ed alla sua agilità.  In uno di questi salti si aggrappò ad uno spuntone roccioso che si staccò e lo fece precipitare nel fiume in piena.

La sua morte venne attribuita a schiacciamento toracico, in quanto il masso che si staccò precipitò insieme a lui e lo schiaccio sotto il suo peso.  Il corpo fu recuperato da uno dei figli, che affrontò il fiume in piena, per  recare un soccorso che si rivelò inutile al povero genitore.  

La sua morte destò scalpore nel mondo scientifico internazionale, il necrologio che gli dedicò l’Unione Ornitologica Britannica questo diceva di Kramer.

«Egli era incline a credere che prima che ci si potesse atten­dere un progresso sostanziale fosse necessario un ulteriore lungo periodo di raccolta di fatti senza essere troppo legati a una par­ticolare teoria”.

Gustav Kramer fu non solo un abile fisiologo ma anche un ornitologo di prim'ordine che avvertiva il fascino delle molte di­verse branche dello studio degli uccelli. E’ in questa combinazione di naturalista ricercatore e di fisiologo che risiede la sua grande forza.

Nel 1958 fu nominato direttore di una nuova sezione del Max-Planck-Institut für VerhaltensphysioIogie di Tubinga, e nel 1959 diventò inoltre direttore del Vogelwarte Radolfzell (già Rossiten). E' difficile pensare a qualcuno in grado di sostituirlo in entrambe le cariche.

Personalmente era un uomo di grande fascino, con un senso dell'umorismo lievemente malizioso, e non tollerava i pregiudizi e i formalismi. Era uno straordinario atleta e un appassionato nuotatore, capace di eseguire evoluzioni sul trampolino e tuffi tali da far venire le palpitazioni agli osservatori. Era anche un vero spartano: una notte, mentre si trovava a Oxford per la Con­ferenza Ecologica, nel 1955, rientrò tardi e trovò chiuso l'Ostello Holywell del Balliol College. Non volle svegliare il custode, e non se la sentì di dare la scalata al muro, e tranquillamente tra­scorse un'umida notte di settembre dormendo su una pietra tom­bale nel cortile della vicina chiesa di St. Cross».

Nel numero del 4 luglio dello stesso anno, la prestigiosa rivista scientifica “Nature” ricordava la figura di Kramer, concludendo con queste parole: “ Gustav Kramer fu un atleta ed uno scalatore di un certo valore ed è per ironia della sorte che egli abbia incontrato la morte mentre utilizzava la sua abilità di scalatore in un suo lavoro scientifico”.

 Luigi Troccoli                                                                                                                

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NOTA

Sarebbe opportuno che Civita ricordasse con una grande manifestazione questo scienziato che ancora tutta la comunità ricorda con affetto e simpatia.

Noi consigliamo di intitolare l'ostello a Kramer perchè in quel luogo egli più volte mise la tenda e trascorse mesi ad osservare i colombi che percorrono il Canyon del Raganello nelle diverse ore del giorno.

Emanuele Pisarra