L'ANTICA
FILANDA FILARDI
CIVITA
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ARTICOLO
PISARRA
locandina
invito |
Un ecomuseo che racconta la storia dell'antica Filanda di Civita, oggi
divenuta un museo di archeologia industriale che si presenta ai visitatori
con i suoi macchinari, il molino e un'aula didattica ricavata dall'ex
depuratore e un progetto di
sistema.
Qui sabato mattina, tra le monumentali pareti del torrente Raganello, a due
passi dal famoso “ponte del diavolo” i soci della Cooperativa Iris Onlus
hanno accolto i rappresentanti istituzionali del territorio: il sindaco
Vittorio Blois, il presidente e vice presidente della Comunità montana
italo-arbereshe del Pollino, Vincenzo Barletta e Alessandro Tocci,
il consigliere provinciale Piero Vico il presidente dell'Ente Parco
Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, per presentare loro la
nuova offerta turistica dell'ecomuseo. L'antica filanda è, infatti, aperta
al pubblico da lunedì 26 Luglio e la cooperativa che si è aggiudicata la
gestione da parte della Comunità montana, sta svolgendo una serie di
iniziative pubbliche
per
presentarla. Domenica pomeriggio, ad esempio, è stata la volta della
comunità civitese. Mentre il 5 agosto il progetto ecomuseale sarà sottoposto
con tanto di visita al museo della Filanda Filardi agli operatori turistici.
A fare gli onori di casa oltre il vice presidente della Comunità montana,
Alessandro Tocci – che ha seguito tutto l'iter di acquisizione e
ristrutturazione dei luoghi dell'antica Filanda – il direttore del Museo,
Rachele Castellano. Otto persone, guidate da Isabella Marano, si
sono riunite in cooperativa per gestire un progetto che desidera raccontare
l'antico mestiere del pastore e del tessitore che vide in Lorenzo Filardi,
da Civita, uno dei progenitori. L'attività della Filanda iniziò nel 1906 e
si protrasse per molti decenni, fino al 1979, proseguita da suo figlio
Vincenzo coadiuvata dalla moglie Gemma Lacattiva.
Il
molino lavorava quintali di cereali: nel '42 arrivò a lavorarne 10 quintali
in 24 ore. La Filanda, nel '32, ottenne il diploma e la medaglia della Fiera
del Levante, riconoscimento ufficiale della buona qualità dei filati
prodotti. I rolli della Filanda venivano distribuiti dai commercianti nel
mercato locale. Mentre la famiglia Filardi vendeva attraverso il “Premiato
Lanificio” aperto in paese.
Non c'è dubbio che l'ecomuseo rappresenta un ulteriore tassello della già
ampia offerta turistica di Civita e del Parco Nazionale del Pollino. E gli
intervenuti all'incontro presso l'ex opificio lo hanno sottolineato. Tutti
orgogliosi del risultato raggiunto. Pappaterra – che
da assessore regionale
della Calabria elargì i fondi per la ristrutturazione dell'ex depuratore –
per il fatto che la struttura è finalmente gestita e non rimarrà una
cattedrale nel deserto. Il sindaco oltre che per lo stesso motivo, perché
Civita riconferma, anche con questo nuovo elemento, la sua politica delle
“buone pratiche”. E i rappresentanti della Comunità montana perché ciò
dimostra che gli enti sovraterritoriali, che si volevano sopprimere,
svolgono un ruolo importante per il territorio. Fortunatamente pare che la
Regione Calabria – ha annunciato il presidente Barletta – pare voglia
mantenerli in vita. Anche il consigliere provinciale Vico ha lodato la
valenza turistica della struttura, così come l'importanza delle comunità
albanesi.
Pappaterra ha anche esaltato lo straordinario patrimonio che le Istituzioni,
d'intesa con la famiglia Filardi, hanno avuto la c apacità
di rendere fruibile. «Simili giornate – ha dichiarato il presidente
dell'Ente Parco – ci confortano rispetto al quaderno delle doglianze
quotidiane», che annovera tagli su tagli, prospettando per gli enti locali e
per i Parchi un futuro molto precario. Il sindaco di Civita, poi, ha
lamentato il fatto che ai tanti progetti presentati non seguano risposte
concrete da parte della Regione. In particolare, adesso, occorrerebbe
mettere in sicurezza l'area della valle del Raganello. E anche in questo
caso vi sono già dei progetti presentati. I soldi spesso tornano indietro –
ha stigmatizzato il primo cittadino – senza che si tenga conto della
progettualità esistente. Emozionato per il risultato raggiunto si è detto il
vice presidente della Comunità montana di Castrovillari, Alessandro Tocci
che ha ripercorso la cronistoria dell'antica Filanda. Il desidero della
cooperativa che la gestisce? «Far rivivere la valle del Raganello – dice
Rachele Castellano – e dintorni del comune di Civita. Ci auguriamo con
l'aiuto delle Istituzioni di riuscire a realizzare questo nostro sogno». Che
è già una realtà. Chi lo desidera, infatti, d'ora in poi, potrà visitare
l'ecomuseo dell'antica Filanda ci Civita.
Roberto Fittipaldi -
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